Make msn great again

All’alba di tempi non sospetti, in cui le menti dietro alla rivoluzione digitale erano ancora a casa a scegliere se essere fungo o principessa a Super Mario Bros, il tentativo di intraprendere un’ipotetica conoscenza con qualcuno, aveva poche semplici opzioni. L’interessato poteva decidere di contattare la sua preda usando il telefono di casa, oppure risalire direttamente la grata della casa stessa, quindi presentarsi live, come insegnava l’utopico serial Dawson’s Creek.

Qualora nel 2018 qualcuno optasse per questa seconda opzione, reputandola, ingenuamente, un gesto potenzialmente romantico, sarebbe quasi immediatamente additato come stalker (“quasi immediatamente” corrisponde in questo caso a “almeno fatemi scendere dalla grata” “no”)

Se nel compiere l’insano gesto poi lo stalker romanticone avesse con sé anche un mazzo di fiori, il reato potrebbe perfino incorrere nell’aggravante del sessismo.

Ad oggi lo stalker, romanticone maschilista, deve usare prudenza e seguire un iter preciso di avvicinamento che preveda l’uso di 3 diversi dispositivi elettronici grazie ai quali sfruttare almeno 4 social network.

Per tentare un approccio oggi si comincia dal like di Facebook (NB. No foto profilo, no foto in costume, no selfie). Terreno calcabile: link condivisi, foto di gruppo, partecipazione ad eventi. Dopo circa 5 like, reciproci (TOT. 10), si dribbla alla volta del magico mondo di Instagram.

Prima di entrare in questo universo parallelo è giusto sapere che attualmente i fruitori sono in forte agitazione a causa di un irrisolvibile dubbio: l’ordine di visualizzazione delle instagram stories. Neanche il Dalai-Lama della rete, sua eminenza Salvatore Aranzulla, è riuscito a risolvere il conturbante dilemma e il sopracitato strumento è stato relegato nell’area 51 dei social network, insieme a quelli che lavorano per “se stessi” e hanno studiato presso “la vita”.

Indipendentemente da quanto detto, Instagram rimane comunque un ottimo strumento, se usato con l’ausilio dell’apposito manuale con cui è possibile tradurre ogni insta-gesto in un messaggio reale (per questo consulta l’apposito allegato, il codice Hammurabi).

Altro importantissimo rischio da tener presente è l’elettrocardiogramma delle attività social in generale, quando e se questo giungerà a livello tachicardia (mitragliate di Like, commenti con arditi occhiolini e via dicendo) a quel punto, ma solo a quel punto, sarà possibile contattare la preda via chat (NB. Prima di fare quest’ultimo gesto è meglio capire quanti e quali filtri hanno carteggiato la foto profilo).

In chat: qualora nascesse un inopportuno scambio di opinioni su argomenti reali, per darsi un tono e acquisire credibilità, è possibile anche allegare profilo Linkedin (NB. Evitare se a 30 anni lavorate presso “stage”).

Con certezza oggi  possiamo dire che queste tecnologie nuove fiammanti hanno fallito, laddove sono andate a sostituire il monopolio di uno strumento che funzionava alla perfezione: MSN.

Su MSN una buona mezz’ora a spararsi trilli era un’inequivocabile dichiarazione d’amore. Erede della pionieristica chat “C6”, MSN era uno strumento chiaro, semplice che veniva usato in modo chiaro e semplice, adempiendo al suo scopo primario che era quello di dare una chance in più ai timidi e valorizzare i poeti.

E se nel mondo della comunicazione è giusto emulare, se per vincere inaspettatamente questa battaglia c’è bisogno di una campagna forte, spiazzante, ridicola e senza speranze, se per tornare ad avere msn è necessario giocare sporco, allora tanto vale optare uno slogan che già una volta ha spiazzato tutti quindi, make msn great again.

 

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Le Coppie Lampo

 

Percorrendo calmo e rilassato il cammino della vita arriverai a quel momento in cui i single inizieranno a decimarsi. Gireranno per le strade guardandosi intorno sospettosi, come se la musica stesse per finire e le sedie libere fossero pochissime. Questo è il terribile momento in cui si assemblano le Coppie Lampo.L’atteggiamento va ad intensificarsi con il passare dell’età:  più si va avanti più il pericolo di rimanere soli diventa serio. I simili si avvicinano ai loro simili, evitando accuratamente di curiosare tra quelli diversi da loro, che da lì in poi diventano appunto “I diversi”. Personaggi bizzarri che fanno cose che loro amavano fare una vita fa (il mese scorso). Parliamo dunque dell’esemplare medio di genere maschile che cade in questa trappola.Lui è pronto e felice di mitigare le sue serate con gli amici, cene a  week end alterni in ristoranti di livello medio alto e qualche uscita di calcetto. Da qui in poi il nostro esemplare maschio di riferimento inizierà a fare molta a attenzione alle frequentazioni: prediligere bonarie coppie simili con cui poter parlare di reiterati argomenti senza pudore, pur che si rimanga nell’ampia gamma di temi che va da i profumi per ambiente ai mobili da giardino in rattan sintetico. Veniamo a lei. Pantera capo delle dancing queen un tempo, ora appassionata di Downton Abbey e pilates, scappata dal cubo così in fretta che la sua sagoma è ancora lì in posizione over the rainbow. Adesso si cimenta in discussioni su nomi di bambini che avrà a breve, insieme a un anello dignitosamente luminoso, una villetta a schiera, un paio di beagle e un gatto bianco e nero, grasso. Un disfacimento psicofisico che quasi sempre vede i sopracitati arresi, ingobbirsi, abbassare la voce di un paio di toni, acquistare occhiali da riposo e portarsi un maglioncino dietro, dovesse rinfrescare. La nuova coppia, ineccepibilmente attenta ai reciproci bisogni, ha infatti sempre con se, nella borsa di lei, ora anche borsa di lui, fazzoletti, umidificati e non, bottiglietta d’acqua, moment, imodium, oki, oki-task, supradin, polase, ibuprofene in supposte, bustina o pasticca, siringa di insulina e ovviamente un maglioncino cada uno, di lana. I due sembrano infatti terrorizzati dalla possibilità di venir colti da malore improvviso quando escono di casa. Legge fondamentale delle coppie lampo: appena possibile ci si concede un week end all’insegna dell’avventura, partenza via. Mete culturali, balneari o sciistiche a seconda della stagione, ovunque, basta avere la possibilità di fotografare tutto il cibo che si mangia. Un uovo sodo, 34 hashtag, 40 like degli amici a casa e un simil numero di commenti quasi sempre riassumibili con “che invidia” e/o “come siete fortunati”, a seguire  ringraziamenti, baci, smile e altri hashtag. La sera del ritorno immancabile aperitivo per raccontare, a braccia incrociate, i suggestivi panorami, l’esosa cena che si sono voluti concedere, l’albergo piccolo ma centrale e pulito, la sera che non c’era niente da fare e a letto presto. La voglia insomma di diventare grandi sopraggiunge come un missile e ci colpisce alle spalle, vigliacca. Ieri saltavamo dalle finestre per controllare di non essere eroi e oggi scegliamo di non mangiare più caramelle gommose perché cariano i denti, evitare le curve con il freno a mano tirato, aspettare 3 ore prima di fare il bagno in mare, smettere di fumare e di bere alla bottiglia. Tutto questo fino al sopraggiungere di una sera di metà aprile, di qualche tempo dopo, passata ad allenarsi a starnutire ad occhi aperti, dove un’ epifania suggerisce che la vita è una sola ed è tempo di avere un auto sportiva, suonare la batteria, farsi bucare le orecchie e ricominciare tutto inopportunamente da capo.