Espiazione

Lo slancio salutare a seguito delle feste è il rito che accomuna tutte le tradizioni, siano esse religiose, feste nazionali o santi patroni del capoluogo della regione confinante, usati come scusa per bere e mangiare come un condannato a morte. A seguire, sempre, inderogabilmente, salutismo severissimo. Il giorno dopo le feste sveglia presto, ci si alza dal letto per affondare direttamente in una flessione, prendendo esempio da Christian Bale in Batman Begins. Reprimere la fame costi quel che costi. Spostarsi correndo. Fare le scale (correndo). Sin dal mattino si respira un’aria di riscatto. Si parte muniti di bottiglione d’acqua che elimina l’acqua, alla volta dei nuovi noi stessi, magri, sobri, totalmente redenti. A metà pomeriggio, senza aver mosso nemmeno un passo falso, ci si sente già migliori, fugaci passaggi davanti allo specchio sembrano confermarlo. Una telefonata all’amica per farvi forza nella lontananza da carboidrati benedetti e vino adorato, breve excursus sulle sicure soddisfazioni della prova costume imminentissima. Quest’anno non avete paura di nulla, nemmeno della vicina d’ombrellone di Milano che per mangiare non ha tempo ma per farsi la piega, prima di venire in spiaggia, ha 2/3 ore abbondanti. Immancabile passaggio dal supermercato, per investimento al banco frutta e verdura: ravanelli, sedano, peperoni di tutti i colori e tisana sgonfia pancia all’anice. Questa vi fa immediatamente proiettare sull’immagine del corretto al sambuca, ora reputato veleno, ieri solo il preludio di una serie di amari a nastro pronti a rendervi le stelle del karaoke, principesse del Montenegro. Se l’immagine rimane vivida, nei giorni a seguire, può essere usata come dissuasore per qualsiasi tipo di attività ludica che potrebbe portarvi a quelle imperdibili figure di merda che no, non riuscirete mai a dimenticare e si, segneranno la vostra immagine per sempre. Siete usciti dalla micidiale combo 25 dicembre/1 gennaio e nel mezzo c’erano solo balalaiche amplificate, sassaiole e degustazioni di vini, ora è tempo di espiazione, fino al 2 giugno, festa della liberazione.

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